A nessuno importa se balli male… ALZATI E BALLA! Un ballerino non si può definire tale solo per la sua tecnica, ma grazie alla sua passione! (Martha Graham)

IMG_2774  GIULIA OLIVIERI (terza Liceo)

Quest’anno, nel nostro liceo, si è svolta l’autogestione e Irene, Miriam ed io abbiamo deciso di proporre il corso di Diversamente in Danza. Una volta che abbiamo avuto la certezza che il corso si sarebbe svolto, ci siamo messe all’opera per realizzare al meglio questa attività. Gli esercizi proposti sono stati: il contatto e risposta, l’esercizio per eccellenza, lo specchio, i tre livelli di altezza e lo scambio di peso. La lezione cominciava con la presentazione dei partecipanti: ognuno diceva il proprio nome accompagnato da un gesto, poi si passava al riscaldamento per poi arrivare allo svolgimento dei vari esercizi. Perché l’esercizio diventasse qualcosa di concreto abbiamo pensato di inserire ciò che era stato fatto precedentemente in una coreografia come ad esempio: “Alegria” e “Maria”. Alla fine della dimostrazione si procedeva con l’esecuzione di “Alegria” quando c’era anche Irene, mentre quando eravamo solo io e Miriam veniva eseguito il pezzo della ruota. Con nostro stupore i ragazzi che si sono presentati e prestati al nostro corso sono stati molti. Tutti coloro che hanno partecipato alla lezione, seppur intimiditi e con la paura di non essere all’altezza, hanno dato il meglio di se stessi.  Insegnare è stato bello ma non facile. Nonostante gli esercizi avvenissero automaticamente nella loro sequenzialità, per spiegarli spesso ricorrevamo ad esempi pratici aiutandoci a vicenda. Questo è stato molto significativo perché, nello stesso tempo, non solo rispondevamo alla domanda ricorrente posta a Miriam dai partecipanti: “Come fai a ballare?”, ma si notava la collaborazione che c’era tra noi. Eravamo una persona unica, ma anche tre persone distinte. Anche se ognuna di noi tre ha caratteristiche diverse, quando facevamo le dimostrazioni sembrava che l’altra sapesse già quale fosse il movimento che la compagna avrebbe voluto eseguire.   È stato un progetto molto istruttivo che non solo ha insegnato a chi partecipava che con la forza di volontà si può andare dovunque ma ha insegnato a me, e spero anche a Miriam e a Irene, che sono le piccole cose belle che rendono preziosa la nostra vita.” Non è importante se non siamo grandi, “come le montagne”; quello che conta è stare tutti insieme per dare significato alla vita di ognuno”.    Ecco: questo è ciò che ho imparato in questi anni nel Diversamente in Danza e che ho cercato di trasmettere a quelle persone volenterose e curiose che si sono cimentate in quelle poche ore dell’autogestione.

 

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MIRIAM CASSINI (seconda Liceo)

Il progetto Diversamente in Danza è stato presentato al Liceo “Montanari” in occasione dell’autogestione. I ragazzi che vi hanno partecipato, hanno avuto modo di sperimentare alcuni esercizi per capire concretamente in che cosa consiste la nostra attività e, successivamente, insieme abbiamo lavorato spiegando le fasi di realizzazione di una coreografia.

A noi ha dato molta soddisfazione vedere quanto, tutti coloro che partecipavano al laboratorio da noi organizzato, fossero rimasti colpiti da ciò che facevamo. Infatti, molto spesso la Danza è concepita come qualcosa di altamente “selettivo”,  diretto solo a chi possiede determinate caratteristiche, soprattutto per quanto riguarda il fisico e le abilità di movimento.

Noi, invece, siamo convinti che la Danza sia un punto di incontro, di aggregazione, in cui ognuno ha l’opportunità di condividere con gli altri le proprie emozioni, le proprie paure e di trovare la forza di andare oltre i propri limiti.

Il messaggio che, attraverso questo progetto, abbiamo voluto portare anche nella nostra scuola, è che la diversità non è un ostacolo, anzi, rappresenta proprio il punto di partenza per costruire nuove amicizie. Se, infatti, due persone sono diverse, ciascuno dona all’Altro qualcosa che questi da solo non riuscirebbe ad ottenere. Per questo, è fondamentale che le diversità all’interno dei vari gruppi di aggregazione vengano valorizzate, affinchè ciascuno si senta valorizzato per quello che è e non per il fatto di essere seduto su una carrozzina o meno.

 

 

 

Lia (30 anni, danzatrice diversamente abile):
La danza per me è stare in compagnia con le ragazze. Fare del movimento, ascoltare della buona musica.
Per me è un’esperienza positiva perché mi aiuta a controllare la mia emotività.
Grazie Giorgia per la pazienza che hai per me.

Miriam (11 anni, danzatrice diversamente abile)
Frequento questo corso di Danza da quando avevo 9 anni. Questo corso di danza mi piace perché dà la possibilità anche alle persone diversamente abili di esprimersi, non con le parole, ma con i movimenti e con il cuore. In questi anni, grazie all’aiuto della mia insegnante e di tutto il gruppo, ho imparato a valorizzare e mettere insieme le caratteristiche diverse di ognuno, per formare qualcosa di bello.

annaAnna (19 anni, danzatrice abile):
Ho sempre pensato che la danza, in generale, fosse principalmente una sfida personale, un obbiettivo a cui arrivare.
Frequentando questo laboratorio la mia prospettiva è cambiata: la danza non è più solo il fine ultimo, ma uno strumento per comunicare, per imparare, per stare con gli altri, anche diversi da noi.

Margherita (danzatrice diversamente abile):
Nel mio cuore sento il desiderio e la gioia di ringraziare tutti gli amici del “Gruppo Insieme”,perchè tutti insieme viviamo nelle cose belle, semplici e gioiose. In modo particolare ringrazio Giorgia, che con la sua grande pazienza, con il suo impegno e con le sue grandi doti di insegnante ci ha fatto entrare nel mondo della Danza.
Anche io con molta serenità desidero mettere un briciolo di gioia a tutto il “Gruppo Insieme” e all’insegnante Giorgia, perché tutti assieme stiamo bene e non ci sentiamo mai soli.

silvia-e-giuliaSilvia (16 anni, danzatrice abile):
Frequento questo corso da novembre del 2006 e devo dire che è un’ esperienza meravigliosa, perché è un bellissimo esempio di integrazione, di amicizia, di coraggio per superare i propri limiti che in questo contesto rappresentano degli stimoli. È un corso che regala momenti di allegria, di spensieratezza, a volte di comicità ma anche di vera commozione e di ammirazione verso queste ragazze che superando i loro limiti, quasi superando loro stesse, compiono un piccolo miracolo.

Elena (39 anni, danzatrice diversamente abile):
Mi sento libera. È una strana sensazione che non so descrivere.
E quando danza mi sento come una bambina piccola, perché quando ero piccola vedevo mia cugina che andava a danza. Invidiavo molto mia cugina, perché sapeva fare molte cose che io non sapevo fare.
Ed ora faccio le cose che prima non facevo. E mi sento anche io come le altre ragazze.

Uno spettatore (dopo aver assistito a “Parole di Silenzio”)
Magnifici i vostri vestiti bianchi, alcuni con il tulle, altri con i ricami dorati, che contrastavano con il telo rosso fuoco che avete trascinato per il palco, per poi circondare tutto il gruppo come dentro ad un grande cuore!
Eravate così leggere ed agili che, mentre vi guardavo, mi è venuta in mente una poesia intitolata “Mariposa”. In vari racconti si narra di una farfalla con il corpo di fanciulla, di nome Mariposa. Permettetemi di dedicarvi questa poesia.

Mariposa variopinta con le ali spiegate a tagliare l’aria…
come foglie cadenti,che restano sospese e
complice il vento,volano lontano
volano
non si posano
si lasciano trasportare con leggerezza.
Mariposa variopinta ,ti inebri di colori,di musica,
volteggi su lievi petali e scruti l’intimo bocciolo,
da cui sorbire accogliente delizia,
e librarti ancora con luminosa armonia.
(Annika Satta)

(Ringraziamo tutte le persone che hanno donato i loro pensieri, per farne messaggio di possibilità e condivisione)